Home Page | Artisti | News | Link | Eventi | Rassegna Stampa | Contatti | Acquista |  


 
Prima esposizione del movimento...

 

 



 

DISILLUSIONISMO

(Arte oltre l’Arte)

 

  

Il significato del termine “Disilludersi” per la lingua italiana è: perdita  delle illusioni, disingannarsi, disincantarsi.

Se rapportati all’arte questi aggettivi non vanno interpretati in senso negativo, piuttosto vogliono significare una sorta di liberazione! Un approccio diverso nei confronti di un quadro o di una scultura, con una necessità di approfondire, di analizzare oltre ciò che è ovvio e conosciuto!

Tendenzialmente l’uomo teme ciò che non conosce, per istinto si circonda di ciò che conosce bene e che capisce, in modo da avere più facilmente il controllo. Ma non esiste crescita senza nuove esperienze, ragion per cui occorre spingersi ( cautamente) verso cose nuove che possano arricchire in modo progressivo la mente, stimolando noi stessi e quello che ci circonda.  

 

Nonostante da parecchi decenni si sia sviluppato un modo di fare arte definito moderno o contemporaneo, necessita (soprattutto in Italia ) trovare un compromesso tra coloro che apprezzano l’arte, e coloro che la creano, ma si deve farlo in modo intelligente, cercando di non resettare ogni cognizione artistica e culturale dei primi, dando visibilità, lavoro e opportunità ai secondi.

Una sorta di incontro concettuale che porti ad un interesse comune: Capire meglio e promuovere l’arte! Anche quella che può superficialmente sembrare molto difficile da capire.

 

Il movimento Disillusionista nasce dalle idee e dalla volontà di cinque artisti, che attraverso il loro percorso hanno mutato il loro modo di creare “tradizionale”, per evolversi attraverso l’uso di oggetti di uso comune se non addirittura di scarto.

Le loro opere comprendono o possono comprendere oltre al tradizionale colore, anche materiali come ferro, legno, sasso, tessuto, ceramica, vetro, ecc. ecc.  

Una volontà precisa ha portato all’uso di oggetti aventi una tridimensionalità, una forma che conceda alle opere un carattere più attuale e contemporaneo.

 

Normalmente, ogni oggetto che possediamo, che compriamo e usiamo quotidianamente o meno, ha un suo scopo preciso. Cessato lo scopo, l’oggetto viene eliminato per essere sostituito da un modello nuovo, spesso più moderno ed efficiente.

Ma ad alcuni di essi noi diamo un’importanza soggettiva, personale, creando un legame che ci impedisce di eliminarlo, indipendentemente dalla sua validità. La nostra mente si aggrappa inconsciamente a determinate cose che favoriscono un certo tipo di ricordo o di ragionamento.

 

Per capire meglio il concetto pensiamo a due oggetti diversi tra loro: una racchetta da tennis e un frullatore. Se con la racchetta stabiliamo un legame di affezione che ci rammenta le nostre evoluzioni sportive e attraverso essa vediamo la nostra gioventù, con il frullatore ci limitiamo ad un rapporto di puro utilizzo. Quando non funziona più, lo gettiamo nella spazzatura per comprarne uno nuovo.

In realtà, ogni oggetto, anche il più insignificante, racconta qualcosa di sé, del suo tempo, la storia di chi l’ha comprato, regalato, usato e posseduto, nonché della tecnologia che lo fa funzionare, e della forma che lo identifica da altri suoi simili.

 

Come esseri umani ci aggrappiamo disperatamente alla vita, a tutto ciò che ce ne rammenta la durata e il passaggio. Per farlo ci serviamo anche di semplici oggetti , i quali stabiliscono un percorso interpersonale tra il mondo che ci circonda e la nostra esistenza. Un modo per dire: Io esisto! Io sono!

Concetto già appreso e studiato dallo studio della storia umana! Gia migliaia di anni fa in Egitto, molti faraoni e personaggi di rango elevato, portavano la loro vita, i loro affetti e la loro quotidianità fatta di mille accessori nel lungo viaggio ignoto che li aspettava dopo la morte!

 

Questo concetto sfruttato dall’artista lo porterà ad utilizzare una gamma di oggetti non convenzionali e molto vari per creare le sue composizioni, le quali, contenendo la quotidianità oltre che il colore e la forma, si trasformano in opere che testimoniano un periodo preciso in relazione al tempo che scorre.

 


© 2008 Movimento Disillusionista